Il peso del risentimento in una relazione

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In una coppia i problemi sono inevitabili. La relazione perfetta stile fiabesco non esiste, o almeno, esiste solo nei primi stadi legati all’innamoramento.

L’affaccendarsi nella vita di tutti i giorni, il lavoro, lo stress legato alla routine, gli impegni famigliari e un’economia domestica da gestire sono tutti fattori fortemente vincolanti per la pace di una coppia.

Come ben sappiamo, ogni cosa viene affrontata in maniera diversa proprio perché ognuno di noi, su questa Terra, è fatto a modo suo e si differenzia dall’altro nel concepire la vita.

Tuttavia accade spesso che questi modi di fare vadano a “cozzare” con la concezione di vita che può avere il partner in questione.

Un altro aspetto che bisogna passare in rassegna quando si parla di serenità ed equilibrio relazionale è l’ormone. Sia in una donna che in un uomo vengono prodotti determinati ormoni, testosterone per lui ed estrogeni per lei. Nel momento in cui ci sentiamo meglio, più rilassati/e e apprezzati/e, molto probabilmente il nostro organismo sta producendo maggiormente testosterone (per lui) ed estrogeni (per lei).

In questo articolo affronteremo la valenza degli ormoni quando subentra un sentimento molto forte e deleterio in una coppia: il risentimento.

E se fosse il risentimento un primo passo per comprendere meglio come gestire la nostra relazione?

Il risentimento è una sensazione molto fastidiosa, che brucia dentro e ci rende fortemente iracondi e svuotati nei confronti di chi, per noi, rappresenta la causa del problema.

Ci sono esperienze di coppie che testimoniano il superamento di determinate situazioni “scomode” nella propria relazione e che sono riuscite ad andare avanti. Sarà davvero così?

Nella maggior parte dei casi, quel risentimento riguardante un litigio, magari di anni fa, si ripresenta perché non è stato risolto ma tappato.

Come afferma Gray nel suo libro “Oltre Marte e Venere”, il modo per superare il risentimento è quello di apprezzare il/la proprio/a partner comportandoci nel modo in cui lui o lui vorrebbe, in modo da far sentire la nostra metà apprezzata e amata.

Un esempio potrebbe essere: se io sono una donna che in casa fa tutto, mi aspetto che il mio uomo faccia altrettanto per sentirmi apprezzata, amate e compresa. Se questo non avviene, ecco che arriva il risentimento.

Al contrario, un uomo non vuole ricevere le premure che una donna invece vorrebbe per sé.

Tutto questo è un disegno distorto della realtà.

Io mi prodigo per lui dandogli ciò che io vorrei per me, ed è qui che scatta la molla del risentimento. In questo frangente, un uomo andrà a produrre meno testosterone e si sentirà, quindi, meno calmo, apprezzato, compreso e amato.

Lo stesso vale per la donna.

Una relazione non deve essere vissuta come in uno specchio

Se amiamo qualcuno, non dobbiamo riprodurre i suoi comportamenti o assimilarli come fossero nostri. In più, non dobbiamo nemmeno pretendere che il/la partner faccia lo stesso con noi.

Una relazione dovrebbe basarsi sulla libertà reciproca di assumere determinati atteggiamenti, sempre e comunque entro i limiti del rispetto e dell’amore reciproco.

La metafora dello specchio sta infatti a significare l’inutilità di ripetere, a pappagallo o come fossimo allo specchio, le stesse azioni di chi amiamo. Piuttosto dovremmo immedesimarci nel nostro/a partner e comprendere quali possano essere i suoi bisogni emotivi, comprenderli e magari esaudirli.

Nessuna relazione dovrebbe basarsi su ossequi continui, né su disinteresse totale nei confronti di chi ci sta accanto. Bisogna sempre trovare un equilibrio tra quanto si può e si vuole dare e quanto si può ricevere, sempre in base alle volontà del nostro lui/lei, senza esagerare con le aspettative, spesso troppo alte.

Autore

Francesco Ferranti

Francesco Ferranti

Psicologo - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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