Sensibili e perfezionisti, come aiutare i vostri figli?

Dott. Francesco Ferranti

Dott. Francesco Ferranti

Psicologo - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Chi sono

Ti sei mai sentito sopraffatto dalla vita? Hai mai avuto delle aspettative che sono state prontamente deluse da accadimenti non dipendenti dalla tua volontà? Succede un po’ a tutti di avere tanti sogni e di scoprire che la vita per te non ha gli stessi piani.

Può sembrarti assurdo ma la frustrazione generata dall’insoddisfazione può manifestarsi fin dall’infanzia. Un bambino ipersensibile sente fin da piccolo la pressione delle aspettative verso sé stesso e verso gli altri. Un bimbo ipersensibile sente su di sé il peso delle aspettative dei genitori, vorrebbe sempre essere il bimbo perfetto e sempre bravo.

Ipersensibilità: come gestire la rabbia?

Quando non gli riesce di fare qualcosa il bimbo ipersensibile viene scosso da una rabbia incredibile che gli causa vere e proprie crisi isteriche, crisi di rabbia e di pianto che lo lasciano subito privo di ogni energia. Sfogare la frustrazione piangendo è l’unico modo che il bimbo conosce per attraversare quel dolore senza renderlo vano.

Che cosa fare se tuo figlio ha questi sfoghi in tua presenza? Il miglior consiglio che posso darti è quello di cercare di non intervenire in modo negativo. Mi spiego meglio: non cercare di sgridarlo per minimizzare la sua reazione, lo farai solo arrabbiare di più.

Piuttosto lascia che si sfoghi, cerca di calmarlo con il contatto fisico o con una comunicazione assertiva, fa con lui un gioco che fate sempre insieme, facendo in modo che quell’energia in eccesso venga incanalata in maniere migliori.

Conoscere il proprio corpo

Oltre ai problemi di controllo della rabbia, i bambini ipersensibili hanno problemi anche nel dosare la forza e nel difendersi dagli attacchi fisici. Non avendo un buon rapporto con il loro corpo, non riescono a capire quando e come utilizzarlo.

Nelle zuffe tra coetanei si ritrovano spesso ad avere la peggio, perché non concepiscono l’idea di dover rispondere agli attacchi fisici, anche se fatti per gioco. Spesso, tra adolescenti, darsi pacche e spintoni è un modo come un altro per fare branco, conoscersi, studiarsi.

Per chi non conosce bene il proprio corpo è difficilissimo capire un linguaggio fatto per lo più di corporeità. Per comunicare con il corpo bisogna conoscerlo e conoscersi a fondo, senza lasciarsi sopraffare dalle emozioni.

Spesso, una persona ipersensibile tende a restare indifferente e ad isolarsi davanti ad atteggiamenti che con lui/lei non hanno molto a che fare. Questo atteggiamento potrebbe avere conseguenze negativa nella vita di un bambino o di un adolescente.

I consigli

Le sue capacità relazionali potrebbero essere messe a dura prova e diventare sempre più scarse in futuro. Per evitare conseguenze infelici, sarebbe utile aiutarlo ad esplorare quella parte di sé che ancora conosce cosi poco.

In che modo? Ecco qualche consiglio:

  • Provate a fare qualche sport insieme: oltre a rafforzare il legame genitore figlio, praticare qualche sport può aiutare un bambino a entrare in contatto con il suo corpo, percependo le sensazioni che questo trasmette e imparando a domarle.

  • Oltre allo sport, ci sono altri modi per aiutare un bambino a percepire e gestire il proprio corpo e la propria reazione agli stimoli. Attraverso il gioco, per esempio, si può insegnare ai bambini come reagire a pacche e spintoni dati in amicizia. Hai provato, per esempio, a giocare con tuo figlio alla lotta con i cuscini o anche solo alla lotta? Può sembrare un gioco stupido ma è invece importantissimo. Con la guida di un adulto un bimbo può capire senza paura quali sono le sue potenzialità.

Se vuoi aiutare davvero tuo figlio a migliorarsi e a convivere serenamente con quel lato del suo carattere, non reprimere le sue reazioni. Piuttosto, guidalo!

Alla prossima!

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Può sembrarti assurdo ma la frustrazione generata dall’insoddisfazione può manifestarsi fin dall’infanzia. Un bambino ipersensibile sente fin da piccolo la pressione delle aspettative verso sé stesso e verso gli altri. Un bimbo ipersensibile sente su di sé il peso delle aspettative dei genitori, vorrebbe sempre essere il bimbo perfetto e sempre bravo.

Ipersensibilità: come gestire la rabbia?

Quando non gli riesce di fare qualcosa il bimbo ipersensibile viene scosso da una rabbia incredibile che gli causa vere e proprie crisi isteriche, crisi di rabbia e di pianto che lo lasciano subito privo di ogni energia. Sfogare la frustrazione piangendo è l’unico modo che il bimbo conosce per attraversare quel dolore senza renderlo vano.

Che cosa fare se tuo figlio ha questi sfoghi in tua presenza? Il miglior consiglio che posso darti è quello di cercare di non intervenire in modo negativo. Mi spiego meglio: non cercare di sgridarlo per minimizzare la sua reazione, lo farai solo arrabbiare di più.

Piuttosto lascia che si sfoghi, cerca di calmarlo con il contatto fisico o con una comunicazione assertiva, fa con lui un gioco che fate sempre insieme, facendo in modo che quell’energia in eccesso venga incanalata in maniere migliori.

Conoscere il proprio corpo

Oltre ai problemi di controllo della rabbia, i bambini ipersensibili hanno problemi anche nel dosare la forza e nel difendersi dagli attacchi fisici. Non avendo un buon rapporto con il loro corpo, non riescono a capire quando e come utilizzarlo.

Nelle zuffe tra coetanei si ritrovano spesso ad avere la peggio, perché non concepiscono l’idea di dover rispondere agli attacchi fisici, anche se fatti per gioco. Spesso, tra adolescenti, darsi pacche e spintoni è un modo come un altro per fare branco, conoscersi, studiarsi.

Per chi non conosce bene il proprio corpo è difficilissimo capire un linguaggio fatto per lo più di corporeità. Per comunicare con il corpo bisogna conoscerlo e conoscersi a fondo, senza lasciarsi sopraffare dalle emozioni.

Spesso, una persona ipersensibile tende a restare indifferente e ad isolarsi davanti ad atteggiamenti che con lui/lei non hanno molto a che fare. Questo atteggiamento potrebbe avere conseguenze negativa nella vita di un bambino o di un adolescente.

I consigli

Le sue capacità relazionali potrebbero essere messe a dura prova e diventare sempre più scarse in futuro. Per evitare conseguenze infelici, sarebbe utile aiutarlo ad esplorare quella parte di sé che ancora conosce cosi poco.

In che modo? Ecco qualche consiglio:

  • Provate a fare qualche sport insieme: oltre a rafforzare il legame genitore figlio, praticare qualche sport può aiutare un bambino a entrare in contatto con il suo corpo, percependo le sensazioni che questo trasmette e imparando a domarle.

  • Oltre allo sport, ci sono altri modi per aiutare un bambino a percepire e gestire il proprio corpo e la propria reazione agli stimoli. Attraverso il gioco, per esempio, si può insegnare ai bambini come reagire a pacche e spintoni dati in amicizia. Hai provato, per esempio, a giocare con tuo figlio alla lotta con i cuscini o anche solo alla lotta? Può sembrare un gioco stupido ma è invece importantissimo. Con la guida di un adulto un bimbo può capire senza paura quali sono le sue potenzialità.

Se vuoi aiutare davvero tuo figlio a migliorarsi e a convivere serenamente con quel lato del suo carattere, non reprimere le sue reazioni. Piuttosto, guidalo!

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Psicologo Psicoterapeuta

Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, sez. A n° 6527

P. Iva 05309230877