Cosa succede quando in una relazione c’è troppa libertà? Alcune culture a confronto

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Avete presente quando i nostri genitori ci impedivano di fare una cosa ma noi la facevamo lo stesso perché volevamo essere trasgressivi?

Bene, adesso spostiamo il tempo in avanti di almeno 20 anni e rifacciamo quel tatuaggio tanto proibito ora che di anni ne abbiamo 35. Come ci sentiamo? Trasgressivi? O semplicemente liberi ma senza brio?

Ecco, questo è quello si prova quando dopo anni di lotte, otteniamo quello per cui abbiamo lottato ma ne perdiamo l’interesse perché si sa, dopo aver raggiunto un obiettivo, si sente un po’ meno quella frenesia che ci alimentava nel raggiungerlo. Infatti non a caso si dice che l’attesa del piacere è il piacere stesso!

Ma ora passiamo al nostro argomento di oggi che verte proprio sull’eccesso di libertà sia nella coppia ma anche nei ruoli di donna e uomo nella società.

Se la vita è un paradosso, non meravigliamoci che lo possa diventare anche un eccesso di libertà

Guerre, secessioni, uccisioni, manifestazioni: nei secoli abbiamo assistito a migliaia di movimenti insurrezionali per la libertà, che sia di culto, di genere, per il lavoro o per la conquista ma in questo caso vorrei analizzare con voi una battaglia che permane da anni e che sta iniziando a dare i suoi primi frutti, spesso troppo acerbi.

Vi sto parlando dell’emancipazione femminile e della parità di genere. In Italia siamo ancora in alto mare, soprattutto al Sud, dove la donna viene ancora maggiormente circoscritta nel ruolo di moglie e madre mentre l’uomo è colui che porta la pagnotta a casa e decide il destino della sua famiglia.

Bene, se molte famiglie italiane vivono ancora questo disagio retrodatato, in alcuni Paesi come Norvegia e India, è tutto il contrario.

L’esperienza di insegnamento di John Gray ci spiega perché la libertà possa essere corrosiva in una coppia e nella società

Nel suo libro “Oltre Marte e Venere” Gray ci racconta della sua esperienza di insegnamento sulla parità di genere in due culture, quella norvegese e quella indiana.

In Norvegia uomini e donne sono uguali: nessuno dei due ha un ruolo ben specificato né a casa né a lavoro. Tutti possono fare tutto.

In India invece le cose prendono un’altra forma: le donne non possono ricoprire ruoli maschili a casa e questa proibizione le spinge a compiere scelte mascoline in ambito lavorativo e lo stesso vale per gli uomini.

Beh, l’esempio norvegese sarebbe il sogno di ogni donna che quando rientra da lavoro non deve fare altre mille cose in casa perché suo marito, magari rientrato prima, ha già provveduto a molte faccende domestiche.

Ma poniamoci una domanda (magari due): questa mancanza di ruoli quanto può essere benevola per una coppia? Se le nostre sensazioni, emozioni e sentimenti si basano maggiormente sulla produzione di ormoni, se tendono a calare anche questi, come si può porre rimedio?

SOS libertà: il raggiungimento della parità non equivale alla felicità

Come afferma Gray nel già citato libro, nonostante i livelli di parità raggiungi in Norvegia e anche in Svezia, il tasso di divorzi è molto alto (Norvegia al 44% e Svezia al 47%); il motivo risiede nella piena libertà che ha minimizzato le differenze esistenti tra uomo e donna.

Non a caso l’invito di Gray è quello di abbandonare qualsiasi stereotipo di genere e accettare le differenze tra uomo e donna perché sono proprio quelle caratteristiche a renderci unici nel nostro genere.

Una parità a 360 gradi appiattirebbe l’unicità che un uomo e una donna hanno nel proprio essere, equiparando tutto e spegnendo la fiamma che alimenta la passione ossia, la DIVERSITÀ.

Alla prossima!

Autore

Francesco Ferranti

Francesco Ferranti

Psicologo - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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