Cos’è il disturbo borderline? Cosa può fare la famiglia o il partner?

Francesco Ferranti

Francesco Ferranti

Psicologo - Psicoterapeuta

Il disturbo borderline di personalità (BPD) è una malattia mentale che colpisce circa il 75% delle donne e il 25% degli uomini. La causa del disturbo è ancora sconosciuta, ma si ritiene che sia dovuto ad una combinazione di fattori, tra cui la genetica, l’ambiente e lo stile di vita.

Esso influisce sul modo in cui una persona sente se stessa e sul modo in cui interagisce con gli altri. Può portare a relazioni caotiche e instabili, all’autolesionismo e persino al suicidio. Se temete che il vostro partner o la persona che amate possa soffrire di BPD, è importante comprenderne i segnali per poterli aiutare.

Come riconoscere una persona con disturbo borderline?

Chi soffre di questa patologia viene impropriamente descritto come “intrattabile”, pazzo e fragile. Certamente il disturbo borderline di personalità presenta un quadro variegato, possiamo distinguere 4 macroaree:labilità emotiva, senso di vuoto, timore di essere abbandonati e comportamenti impulsivi. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta:

Labilità emotiva:

  • Frequenti scoppi di rabbia;
  • A volte l’ansia sembra mandarli totalmente in tilt;
  • Passa facilmente da una sensazione di benessere ad un umore molto basso;
  • Le emozioni sono intense e si susseguono molto velocemente.

Un attimo prima, la persona si sente benissimo e si gode la vita. Il momento successivo vi è un netto cambiamento d’umore, si sentono depressi o provano emozioni negative come sensi di colpa, tristezza, rabbia, paura, ecc.

È inevitabile che questi problemi si ripercuotano a livello relazionale su coloro che li circondano, questo accade perché non sono in grado di gestire l’intensità delle proprie emozioni e ne rimangono quasi travolte.

La persona con Disturbo Borderline di Personalità non è in grado di riconoscere le emozioni che sta provando e di conseguenza non può agire in modo funzionale. Inoltre, ha difficoltà a fare collegamenti tra l’evento accaduto, pensieri che questo ha prodotto e l’umore che in loro ha creato.

Quindi anche se chiedete loro cosa stanno provando, non vi sapranno rispondere.

Senso di vuoto:

  • Avvertono un profondo senso di vuoto;
  • Sono terrorizzati all’idea di rimanere soli;
  • Si sentono soli anche quando sono in mezzo alla gente;
  • Stare in mezzo alla gente li fa sentire confusi.

Il senso di vuoto può essere descritto come un grande buco nell’anima che è difficile da riempire. Nulla risulta interessante e, sebbene in superficie possa sembrare simile alla noia, in realtà si tratta di due cose molto diverse perché è come se si sentissero scollati dalla realtà.

Paura di essere abbandonati:

  • Terrore di essere rifiutati/non accettati;
  • Chiedono continue rassicurazioni al partner;
  • Terrore di essere “sostituiti” o allontanati.

La persona con disturbo borderline, a causa delle sofferenze passate, è convinta di apparire socialmente come una persona cattiva, diversa o non degna di essere amata. Questo potrebbe farle credere (erroneamente) che gli altri la abbandoneranno non appena se ne renderanno conto. Di conseguenza, quando l’altro si allontana o viene percepito come distante, la persona prova un senso di terrore e reagisce impulsivamente. Le reazioni messe in atto potrebbero essere “esagerate” e condurre l’altro ad allontanarsi, conseguenza che non farà altro che confermare la loro idea di non amabilità.

Comportamenti impulsivi:

  • presenza di abbuffate;
  • abuso di alcool o/e droghe;
  • guida spericolata;
  • comportamenti sessuali pericolosi;
  • scarsa gestione del denaro.

Quando ci sentono sopraffatti dalle emozioni, ricorrono a questi comportamenti per avere un sollievo a breve termine, ovviamente questo li porta successivamente ad avere gravi problemi di tipo legale, fisico, emotivo e finanziario. Aumentando di fatto il loro malessere e creando un circolo vizioso che li porterà nella migliore delle ipotesi al punto di partenza.

Comportamenti autolesionistici:

  • tagliarsi;
  • procurarsi delle bruciature;
  • farsi del male, colpendosi ecc…
  • tentativi parasuicidari;
  • pensare di togliersi la vita come unica fuga possibile.

Questi comportamenti servono ad abbassare l’intensità delle emozioni provate, il dolore fisico è preferito a quello emotivo, permette di sentirsi vivi e di sentire nuovamente il proprio corpo.

Lo fanno anche per far sentire gli altri responsabili del loro malessere, della propria sofferenza, il che fa pensare loro che se solo fossero trattati meglio allora tutto sarebbe di nuovo a posto.

Psicoterapia nel disturbo borderline di personalità

La psicoterapia è il trattamento principale per il disturbo borderline di personalità, in base alla mia esperienza sia la Schema Therapy che la DBT (Terapia Dialettico Comportamentale) permettono di raggiungere ottimi risultati.

La terapia può essere di gruppo o individuale e si concentra sul miglioramento delle relazioni, sulla gestione dello stress e sull’apprendimento di nuove abilità emotive e relazionali.

Di fatto la psicoterapia ha il compito di aiutare le persone con disturbo borderline di personalità a controllare i propri impulsi e ad avere relazioni più stabili.

Sono necessari i farmaci?

A volte i sintomi sono molto intensi ed è necessario accompagnare la psicoterapia ad una cura farmacologica. I farmaci comunemente prescritti sono gli antidepressivi, i stabilizzatori dell’umore e gli ansiolitici. Per le modalità ed il dosaggio è fondamentale seguire le indicazioni dello psichiatra, evitate cure farmacologiche fai da te, perché rischiate di peggiorare la vostra condizione.

I farmaci possono aiutare a controllare i sintomi del disturbo, ma non guariscono la condizione del paziente perché non vanno a modificare le modalità relazionali.

Cosa può fare la famiglia con un figlio borderline?

I familiari possono fare molto per aiutare il loro caro. È importante imparare quanto più possibile sul disturbo e su come gestirlo. E’ importante offrire supporto e comprensione, essere disponibili ad ascoltare e a parlare quando il vostro caro ne sente il bisogno.

State attenti allo stile comunicativo che usate, un linguaggio critico, giudicante o peggio ancora manipolativo è la cosa peggiore che possiate fare.

La famiglia può anche aiutare il proprio caro a mettere in atto le strategie di gestione del disturbo e ad affrontare le difficoltà che possono insorgere nel corso della vita.

Considerando la complessità del quadro sintomatologico è fortemente consigliabile farvi accompagnare da un professionista affinché la vostra presenza sia un aiuto per il vostro caro e non un motivo di innesco.

In bocca al lupo!

Alla prossima.

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