Cosa cercano gli uomini e le donne quando si parla di amore?

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Mille impegni, vita frenetica, lavoro o ricerca di quest’ultimo, competitività sociale e, spesso, anche famigliare, sono solo alcuni degli elementi che compongono il caleidoscopico puzzle della vita dell’uomo, e della donna, moderni.

I ruoli sono cambiati, non esiste più l’uomo che deve solo lavorare senza prendersi cura della casa e di accudire i figli, idem per la donna. La donna del nuovo millennio è in carriera, ma anche mamma, è in ufficio, ma va anche al supermercato (spesso con il suo compagno).

Questo “switch” ha comportato anche dei cambiamenti a livello relazionale.

Vediamo quali.

Assieme all’emancipazione femminile, in una coppia anche i bisogni emotivi sono cambiati

È bene sottolineare che questo cambiamento, ossia che “i ruoli” standardizzati della donna e dell’uomo tipici degli anni ’50 non sono andati proprio perduti. In alcune piccole realtà sociali, dove il cambiamento fa più fatica ad arrivare, si predilige ancora questa concezione della coppia e della famiglia “patriarcale”.

E cosa è successo invece nelle coppie “emancipate”? Secondo Gray, nostro faro in questi articoli che ci inducono a riflettere sul nostro ruolo nella società e nella coppia:

Le donne, in particolare, cercano un partner in grado di offrire loro un più alto livello di supporto emotivo. Ma anche i criteri degli uomini sono cambiati. Le abilità domestiche di una donna non sono più un requisito fondamentale nella scelta di una moglie. L’uomo è più interessato a come una donna lo fa sentire che non alla sua bravura in cucina o nelle pulizie, o alla sua razza, religione o ceto sociale

Un bel passo in avanti, vero? Sebbene questi cambiamenti ci siano realmente stati, alcune piccole reminiscenze del passato, visti magari nei nostri nonni o genitori, ci portano, spesso, a comportarci come loro nonostante poi, ad esempio su Facebook, ci proclamiamo difensori delle pari opportunità.

La vita quotidiana ci offre spunti per comprendere meglio tutto ciò che ci circonda

Ripenso ad una scena che spesso mi ritorna alla memoria quando penso al mio ideale di famiglia.

Lui e lei, insieme da tanti anni, quasi 40, ma molto “moderni”. I loro discorsi vertono sulla parità di genere, sull’aiutarsi reciprocamente in casa, sul supportarsi vicendevolmente in ogni occasione della loro vita.

Ma accade davvero tutto ciò?

A parole siamo tutti bravi ma la realtà spesso, molto spesso ahimè, è totalmente diversa.

Ora passiamo invece alla messa in atto delle premesse poco fa elencate: lei in cucina da tre ore per permettere a tutti di gustare un pranzo buonissimo, sano e variegato. E lui? Poltrona, cellulare, libro e relax.

Dov’è la parità? E quando si chiede a lei perché non “invita” il suo partner a prestare aiuto in cucina, o in casa, o in cose che servono per mandare avanti “la baracca” lei risponde: vabbè ma so che tanto non lo vuole fare. E lui? Be lui si giustifica dicendo: non me l’ha chiesto, altrimenti l’avrei aiutata.

Bene, questo che avete appena letto è un classico esempio di finto progressismo. In questo caso questa coppia non è emancipata, l’uomo non ricerca, come dice Gray, un maggior sostegno, semmai aspetta solo che il pranzo sia pronto; la donna invece, se da un lato si batte per maggiori diritti, dall’altro però “accontenta” sempre le aspettative che una società, probabilmente falsamente progredita, ha imposto al genere femminile.

Via libera ai bisogni emotivi: l’unico ingranaggio che fa funzionare una coppia

Come dare, però, torto a Gray quando afferma che il sostenersi a vicenda e sentirsi capiti dal proprio partner siano i perni fondamentali delle coppie di oggi?

Possiamo avere mille problemi, ma se accanto abbiamo una persona che ci ascolta, ci ama, ci rispetta e ci sostiene, tutto diventa più bello, sia per le donne che per gli uomini.

Alla prossima!

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