Tuo figlio è sensibile? Non proteggerlo!

Dott. Francesco Ferranti

Dott. Francesco Ferranti

Psicologo - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Chi sono

Gestire un figlio ipersensibile non è mai una cosa semplice. Abbiamo fin da subito chiarito che i bimbi ipersensibili hanno una percettività molto più forte rispetto a quella di un bambino con una sensibilità normale.

Questo può portare ad un genitore tanti aspetti nuovi e positivi, ma ha anche dei lati negativi. Un bimbo molto percettivo, per esempio, potrebbe lasciarsi guidare dalla sua ipersensibilità per scoprire finalmente chi si nasconde dietro la maschera di Babbo Natale.

E allora addio magia dei regali.

Percettibilità: che cos’è?

Ma che cos’è la percettività? Perché nei bambini ipersensibili è cosi sviluppata e soprattutto, come si può gestirla al meglio?

Per rispondere a tutte queste domande ci vorrà un po’, quindi se ti interessa l’argomento prepara carta e penna per gli appunti e continua leggere.

La percettività è una dote innata che può essere anche allenata. Questa non è altro che la capacità di percepire e catalogare le cose del mondo secondo un metro di giudizio tutto personale. La percettività infatti non è mai qualcosa di assolutamente oggettivo.

Nel reagire alle cose che ci accadono, siamo sempre guidati da una percettività che è fatta non solo di pensiero razionale, ma anche e soprattutto di emozioni. Emozioni quali possono essere il dispiacere, la paura, la felicità.

Chi è ipersensibile tende ancora di più a lasciarsi guidare dalle emozioni nel percepire il mondo. Ed è proprio per la forza di queste emozioni che gli ipersensibili non riescono a gestirle.

I bambini ipersensibili possono quindi avere più difficoltà degli altri a dominare la propria percettività. Il semplice capriccio di un bimbo a cui non piace un piatto di pasta, può trasformarsi in una tragedia greca.

Molti genitori di figli ipersensibili si sentono sopraffatti dalla sensibilità dei loro bambini e cercano di non creare in loro traumi, assecondando quasi sempre i loro capricci.

Percettibilità elevata: cosa non fare

Ecco, cari mamma e papà, mi spiace deludervi, ma devo farlo: non c’è niente di più sbagliato. Mi spiego meglio: riconoscere l’ipersensibilità del vostro bimbo e trattarla come un dono speciale è giusto. È sbagliato però, in nome di questa spiccata sensibilità, dargliela sempre vinta e proteggerlo sempre.

Trattare un bimbo come il principe della vostra vita e accontentarlo sempre forse lo proteggerà dalle piccole delusioni della vita, ma lo renderà un adulto manipolatore.

Sembra crudele solo a pensarci, ma è la realtà: un bimbo che capisce quanto i suoi atteggiamenti possono portarlo ad ottenere quello che vuole, comincerà ad utilizzarli sempre, sistematicamente, per realizzare tutti i suoi desideri.

Se ti rendi conto di avere un figlio ipersensibile, cerca di evitare di accontentarlo sempre. Prova piuttosto a farlo ragionare, distinguendo tra percezioni e deduzione. Se per esempio, tuo figlio trova che la zuppa sia troppo salata, fai cosi: non costringerlo a mangiarla, e non toglierla subito.

Digli: mi dispiace che la trovi salata, prova a metterci dentro un po’ d’acqua.

Percezione o deduzione?

Per evitare che il bimbo confonda deduzioni e percezione, non contraddirlo subito. Cerca di aiutarlo a ragionare con la giusta distanza, insegnandogli come distinguere tra gli stimoli che vengono dall’esterno e le reazioni che il suo corpo produce.

Quando ti racconta qualcosa, fagli delle domande che possano aiutarlo a concentrarsi su questi punti:

  1. Cosa è successo esattamente
  2. Cosa hanno detto
  3. Come ti sei sentito

Rispondendo a queste domande il bimbo riuscirà a distinguere le proprie sensazioni dai fatti oggettivi e imparerà a non lasciarsi sopraffare dalla potenza di quello che sente.

Ultimo consiglio: quanto il tuo bimbo prova a raccontarti qualcosa, non interromperlo per correggerlo. Lasciagli esporre le sue idee senza interromperlo. Si sentirà preso in considerazione ed ascoltato e questo aumenterà la sua autostima.

La prossima settimana parlerò di cosa accade in famiglia quando è il genitore ad essere ipersensibile.

Alla prossima!

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Condividi questo post!

Gestire un figlio ipersensibile non è mai una cosa semplice. Abbiamo fin da subito chiarito che i bimbi ipersensibili hanno una percettività molto più forte rispetto a quella di un bambino con una sensibilità normale.

Questo può portare ad un genitore tanti aspetti nuovi e positivi, ma ha anche dei lati negativi. Un bimbo molto percettivo, per esempio, potrebbe lasciarsi guidare dalla sua ipersensibilità per scoprire finalmente chi si nasconde dietro la maschera di Babbo Natale.

E allora addio magia dei regali.

Percettibilità: che cos’è?

Ma che cos’è la percettività? Perché nei bambini ipersensibili è cosi sviluppata e soprattutto, come si può gestirla al meglio?

Per rispondere a tutte queste domande ci vorrà un po’, quindi se ti interessa l’argomento prepara carta e penna per gli appunti e continua leggere.

La percettività è una dote innata che può essere anche allenata. Questa non è altro che la capacità di percepire e catalogare le cose del mondo secondo un metro di giudizio tutto personale. La percettività infatti non è mai qualcosa di assolutamente oggettivo.

Nel reagire alle cose che ci accadono, siamo sempre guidati da una percettività che è fatta non solo di pensiero razionale, ma anche e soprattutto di emozioni. Emozioni quali possono essere il dispiacere, la paura, la felicità.

Chi è ipersensibile tende ancora di più a lasciarsi guidare dalle emozioni nel percepire il mondo. Ed è proprio per la forza di queste emozioni che gli ipersensibili non riescono a gestirle.

I bambini ipersensibili possono quindi avere più difficoltà degli altri a dominare la propria percettività. Il semplice capriccio di un bimbo a cui non piace un piatto di pasta, può trasformarsi in una tragedia greca.

Molti genitori di figli ipersensibili si sentono sopraffatti dalla sensibilità dei loro bambini e cercano di non creare in loro traumi, assecondando quasi sempre i loro capricci.

Percettibilità elevata: cosa non fare

Ecco, cari mamma e papà, mi spiace deludervi, ma devo farlo: non c’è niente di più sbagliato. Mi spiego meglio: riconoscere l’ipersensibilità del vostro bimbo e trattarla come un dono speciale è giusto. È sbagliato però, in nome di questa spiccata sensibilità, dargliela sempre vinta e proteggerlo sempre.

Trattare un bimbo come il principe della vostra vita e accontentarlo sempre forse lo proteggerà dalle piccole delusioni della vita, ma lo renderà un adulto manipolatore.

Sembra crudele solo a pensarci, ma è la realtà: un bimbo che capisce quanto i suoi atteggiamenti possono portarlo ad ottenere quello che vuole, comincerà ad utilizzarli sempre, sistematicamente, per realizzare tutti i suoi desideri.

Se ti rendi conto di avere un figlio ipersensibile, cerca di evitare di accontentarlo sempre. Prova piuttosto a farlo ragionare, distinguendo tra percezioni e deduzione. Se per esempio, tuo figlio trova che la zuppa sia troppo salata, fai cosi: non costringerlo a mangiarla, e non toglierla subito.

Digli: mi dispiace che la trovi salata, prova a metterci dentro un po’ d’acqua.

Percezione o deduzione?

Per evitare che il bimbo confonda deduzioni e percezione, non contraddirlo subito. Cerca di aiutarlo a ragionare con la giusta distanza, insegnandogli come distinguere tra gli stimoli che vengono dall’esterno e le reazioni che il suo corpo produce.

Quando ti racconta qualcosa, fagli delle domande che possano aiutarlo a concentrarsi su questi punti:

  1. Cosa è successo esattamente
  2. Cosa hanno detto
  3. Come ti sei sentito

Rispondendo a queste domande il bimbo riuscirà a distinguere le proprie sensazioni dai fatti oggettivi e imparerà a non lasciarsi sopraffare dalla potenza di quello che sente.

Ultimo consiglio: quanto il tuo bimbo prova a raccontarti qualcosa, non interromperlo per correggerlo. Lasciagli esporre le sue idee senza interromperlo. Si sentirà preso in considerazione ed ascoltato e questo aumenterà la sua autostima.

La prossima settimana parlerò di cosa accade in famiglia quando è il genitore ad essere ipersensibile.

Alla prossima!

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Condividi questo post!

Psicologo Psicoterapeuta

Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, sez. A n° 6527

P. Iva 05309230877