Paura di esporsi e scarsa autostima: come sono collegati i due fenomeni?

Francesco Ferranti

Francesco Ferranti

Psicologo - Psicoterapeuta

Quanto ti vuoi bene? Faccio questa domanda che è la più difficile del mondo per introdurre l’argomento di questo articolo, che è abbastanza difficile. Non ti conosco, non so che lavoro fai, ma so che almeno una volta nella vita hai dovuto parlare in pubblico. E sei morto di vergogna.

Capita a tutti, almeno una volta, di dover fare in discorso in pubblico, anche per esempio ad una festa di compleanno. Capita a tutti di sentirsi in imbarazzo e non riuscire a parlare davanti ad altre persone. Per alcuni, questo semplice imbarazzo può trasformarsi in un vero e proprio motivo di ansia.

Già, perché la paura di esporsi può anche essere un disturbo prepotente. Cosi come la paura di prendere decisioni, anche la paura di esporsi prende forma dalla paura delle conseguenze delle proprie azioni. Più precisamente, chi si espone ha paura del giudizio degli altri.

Si ha paura di risultare ridicoli e noiosi, di non essere all’altezza, di fare brutta figura: quindi la voce si abbassa, le parole cominciano ad ingarbugliarsi più del dovuto e si comincia ad arrossire e balbettare.

Paura di esporsi e paradosso dell’esposizione: meno vuoi, più hai

Gestire queste emozioni negative è abbastanza complicato per chi ne soffre. Il paradosso più grande, però, riguarda una coincidenza piuttosto bizzarra: quanto più si ha l’ansia di esporsi, tanto più ci si ritrova a ricoprire ruoli di grande responsabilità che in un certo senso costringono all’esposizione.

Come mai succede questo? Come sai, in questa disciplina nulla ha una spiegazione scontata, quindi quello che sto per dire è una supposizione; probabilmente questo accade perché chi ha paura di esporsi riesce più facilmente a gestire gruppi di persone ai quali demanda i compiti che avrebbe dovuto svolgere da solo.

Questo atteggiamento, seppur deleterio da un certo punto di vista, diventa un vantaggio alla lunga: chi è bravo a delegare sviluppa di fatto fortissime abilità di leadership che lo aiuteranno a fare carriera. Si entra in questo modo in un circolo vizioso che poi è abbastanza complesso da arginare.

Chi soffre di questo tipo di disturbo è quasi sempre convinto di riuscire a gestire da solo la sua situazione emotiva. Questa convinzione durerà molto poco, fino al crollo emotivo completo, momento in cui il soggetto in questione si sentirà costretto a chiedere aiuto ad un professionista.

Mancanza di autostima

La domanda da farsi quando si soffre di disturbi simili a quello di cui stiamo parlando, che rendono quasi impossibile l’esposizione in pubblico, è: di che cosa mi vergogno? Di solito, chi soffre di ansia da esposizione, è vittima di questo disturbo perché non si ama abbastanza. Chi ha poca stima di sé stesso si crede incapace di svolgere qualsiasi compito, figuriamoci uno che richiede l’esporsi in prima persona senza timore delle conseguenze.

Chi non si ama abbastanza non si esporrebbe mai, vivrebbe sempre nascosto nel suo angolino, lasciando agli altri l’incombenza delle cose della vita.

Paradossalmente, però, chi ha poca fiducia nelle proprie capacità si impegnerà tantissimo, molto più di chiunque altro, per raggiungere i suoi obbiettivi. Questo vorrà dire solo una cosa: possibilità di successo statisticamente maggiori rispetto a quei soggetti più sicuri di sé. Un successo maggiore diventa però una più alta possibilità di doversi esporre pubblicamente.

Insomma la vita sembra essere un continuo circolo vizioso da cui uscire risulta sempre più complicato. Ricette magiche per acquistare fiducia in sé stessi non ne esistono, purtroppo. Però, se davvero si vuole migliorare, basta farlo a passi piccoli. Nel prossimo articolo parlerò di alcune strategie che possono essere utili in questi casi.

Alla prossima!

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