Ansia da prestazione nei bimbi: come gestirla al meglio

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp

Ma voi ve la ricordate l’ansia del primo giorno di scuola? Vi ricordate come eravamo piccoli e indifesi, spaventati dalla nuova realtà che ci trovavamo davanti. Per un bambino di 6 anni, il passaggio dalla scuola dell’infanzia alle scuole elementari è un momento importantissimo e piuttosto delicato.

Ansia da prestazione nei bimbi: scuola, che responsabilità

Dal vedere la scuola come un momento di gioco e divertimento con altri bambini, ci si vede immersi in una realtà che li vuole educati, composti e silenziosi. Non solo: il contesto scolastico fa nascere nei piccoli un senso di competizione che prima non avevano mai sperimentato, persi nel loro mondo di giochi e coccole. La scuola ti cambia in tutto e per tutto. I bimbi escono dall’ambiente casalingo in cui si sentivano super protetti ed arrivano in un luogo dove finalmente possono aprirsi al confronto tra pari.

Per la prima volta nella loro vita scoprono anche il rapporto con l’autorità (in questo caso rappresentata dagli insegnanti): qualcuno che ti guidi ma a cui devi obbedire e di cui temere il giudizio.

In questa fase, per il bambino cominciano le prime responsabilità: i compiti da fare tutti i giorni, lo svegliarsi presto, il dover mettere il grembiule ogni giorno.

Come è ovvio per ogni essere umano, i piccoli che si approcciano a nuovi contesti piuttosto impegnativi come può essere quello della scuola, cominciano a soffrire di un po’ di ansia da prestazione: anche se non sembra, i bimbi avvertono ed assorbono la pressione e le aspettative che gli adulti nutrono nei loro confronti.

Oltre a questo, anche nel loro piccolo mondo fatto di nuove amicizie e confronti può esserci un po’ di competizione.

Ansia da prestazione nei bimbi: cosa fa più paura?

Le emozioni che si fanno strada nella mente di un bimbo che ha cominciato la scuola sono sempre tante, e tante sono le paure:

  • Paura di non integrarsi con gli altri: il bimbo potrebbe avere voglia di coltivare le amicizie anche al di fuori del contesto scolastico ma non ci riesce: un po’ per timidezza, un po’ per mancanza di autostima, il bimbo potrebbe chiudersi in sé stesso e non cercare il contatto con gli altri. Nelle classi poi, è molto frequente che si formino piccoli gruppetti di amici, nei quali spesso si tende ad essere escludenti verso chi è un po’ più impacciato.

  • Paura di non essere abbastanza bravo: questa è una delle paure più grandi (dei bambini ma spesso anche degli adulti) e più difficili da scalfire. Come abbiamo detto, i bambini, anche se piccoli, tendono a fare proprie le aspettative degli adulti che più ammirano. Un bambino non vorrebbe mai che la sua mamma e il suo papà (o magari anche la maestra, se le diventano particolarmente affezionati) pensasse male di lui. Farà di tutto per non deludere nessuno.

Crescere, che fatica: come aiutare i piccoli

Ora, veniamo alla domanda più importante, che da genitori vi sareste sicuramente posti: come aiutare il nostro bimbo a vivere questo passaggio importantissimo per la loro crescita? Vi diamo qualche consiglio utile:

  1. Non caricate i vostri piccoli di aspettative: va bene spronare i vostri piccoli ad essere bravi e a dare il meglio, ma non esagerate mai: troppe aspettative potrebbero caricare i vostri bambini di troppa ansia

  2. Non etichettateli in negativo: anche se vi sembra che il vostro bimbo sia un po’ svogliato e disattento non fateglielo pesare. Le etichette negative potrebbero creare sul vostro piccolo il classico effetto Pigmalione: chi non viene spronato a dare il meglio ma etichettato come mediocre, tende ad adattarsi a quell’etichetta

  3. Incoraggiatelo ad accettare il suo carattere senza vittimizzarsi e spronatelo a fare nuove amicizie

E ricordate: le etichette stanno bene sui vestiti, non sui bambini!

Alla prossima!

Autore

Francesco Ferranti

Francesco Ferranti

Psicologo - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Biografia
Scroll to top